ROMA

GENTE
IN VESTITI D’INVERNO
CAMMINANDO IN UN GRIGIO CEMENTO
ANCHE NEL CIELO

THE FLIGHT BACK

 

… barche ormai solo come puntini
… le isole solo come sagome immerse nel blu

… limbo di spazio tempo dove galleggiare in uno stacco profondo …

dopo un po’
l’assoluto
prende il sopravvento.

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END GREECE 2011
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Un saluto al mare greco dal punto estremo della spiaggia di Rodi, dove i due mari si incontrano e dalle onde spostate dal vento del nord si passa all’increspatura calma del lato verso Mandraki e la città vecchia.

La giornata è splendida e dal lato protetto la spiaggia è piena di gente e mi fa rimpiangere di non aver preso (almeno per una volta) il costume…

Sono ancora a Kalymnos …
Ieri sera il ferry che avevo prenotato non è passato, per lo sciopero generale di questi giorni.

Sul palazzo del comune c’è un cartello di protesta e ieri sera un gruppo sparuto di persone hanno gridato un po’ di slogan lì sotto. Un segnale che anche qui, in una piccola isola, qualcosa si muove, anche se in modo limitato. A parte qualche chiacchierata sulla situazione, è difficile avvertire la crisi in modo sostanziale, qui nelle isole.
Per me è solo un piccolo disagio, e anche qualche ora in più qui a Pothia, dove ormai mi sento di casa, e un saluto in più al simpatico edificio italiano del comune.

Oggi sono sul Dodekanisos Pride della Dodekanisos Seaway, un catamarano che viaggia ad una velocità a cui non sono abituato con i normali ferry boat. In tre ore arrivo a Rodi, passando per Kos e Symi.

L’isolotto di Telendos, a poche centinaia di metri da Myrties, dal lato ovest di Kalymnos,  è come una grande spugna.
La sua superficie di rocce calcaree è costellata di tanti buchi e caverne, molti dei quali sono meta di free climbers di tutto il mondo.
In questi giorni ho esplorato un po’ le sue varie facce.

Telendos - lato nord

Dove fanno free climbing ora lo so. Ci sono andato.
È dal lato nord dell’isola e ci si arriva dal villaggio in un’ora e mezza di cammino abbastanza semplice e segnato con i punti di vernice sulle rocce più evidenti. Si cammina a mezza costa per almeno un’ora, con il vento che rende l‘aria fin troppo fresca. Poi si cominciano a vedere le pareti verticali di roccia e ogni tanto un puntino colorato attaccato in un punto della parete. Se fermi un po’ lo sguardo vedi che il punto piano piano sale. A volte dialoga con un punto fermo alla base della parete. Poi scende velocemente una volta arrivato ad una certa altezza. Secondo me questi free climbers non sono normali:
– vengono in Grecia a ottobre novembre
– passano tutto il giorno attaccati come ragni ad una parete di roccia all’ombra, senza sole …

una parete da arrampicata

I punti colorati

Il principe dei free climber

Poi c’è il lato sud dell’isola, quello protetto dal vento e con il sole tutto il giorno. Infatti si può stare in maglietta. La felpa la porto alla vita e per questi giorni di vento da nord è un‘eccezione.
È uno strano lato questo, sembra come deflagrato, esploso, precario nella sua conformazione, da tutti i punti di vista.
I massi enormi di cui è pieno il fianco dove si può camminare sono testimoni di una frana continua. Forse per lo stesso motivo la vegetazione è nervosa, ritorta, spesso rinsecchita in mezzo ai sassi aguzzi.
Anche il sentiero è meno stabile. Alcuni punti sono crollati verso il mare e bisogna spostarsi sull‘interno, in altri si cammina su una piccola traccia in un fianco ripido.
Ad un certo punto ho visto anche un cubo di pietra che fa il bagno …

L’unica cosa che rimane tranquilla è l’acqua del mare, calma con la sua normale increspatura.
Solo questo riesce a tenere un po’ di equilibrio e di unità nella scena, interrotta continuamente anche dal verso degli uccelli che popolano le grotte in alto, che non smettono mai di cicalare con un suono stridulo da film dell‘orrore…

Telendos - lato sud

Il cubo di pietra

Telendos - promontorio basso

La parte del promontorio basso, vicino al villaggio, è quella più accessibile, come un’altra isola dai contorni più morbidi e nasconde all’interno una spiaggetta e una piccola cappella costruita sugli scogli a ponente, Aghios Georghios.
Prima della spiaggia di Hochlakas c’è un filone di roccia di un colore viola assurdo, di cui ho preso qualche frammento. Nella spiaggia poi ne ho trovato anche un ciottolo levigato. È nello zaino.

Aghios Georghios

Casa


È bellissimo la mattina spostare la tenda e vedere il sole appena nato entrare nella stanza.
Anche rimanendo a letto vedi il soffitto vibrare del riflesso del sole sul mare, e guardando fuori dal balcone il gatto è sempre sulla tettoia di canne e le barche oscillano lentamente al vento lieve.

Taverna Rita

Andando a cena la sera ho cominciato a capire l’atmosfera del luogo, ed è come me lo aspettavo.
Poche persone, la maggior parte free climbers, popolano la taverna Rita.
Molti vengono solo per un momento di relax dopo una giornata di climbing, qualcuno a ora di cena perché dorme a Telendos, oppure ci viene apposta da Myrties con il taxi boat.

La taverna ha i soliti elementi caratteristici, un po’ di azzurro, una rete da pesca e qualcosa in più: divanetti di legno con i cuscini sopra, le librerie con i libri che si possono prendere in prestito, la panca di pietra con sopra il tappeto classica dei kafenio, e altri dettagli che rendono accogliente l’ambiente. Poi c’è Iannis, che cordialmente accoglie tutti in modo affettuoso e si fa in quattro per tutti i tavoli.

Quando vedo i posti come questo non posso non pensare alla taverna di Mediterraneo come simbolo di una fuga e di una vita diversa…

La mia spiaggia perduta

La mia piccola spiaggia, che venerdi era un paradiso di sole e bagni, è perduta in questi giorni in cui mi sono trasferito a Telendos. Il vento di tramontana, anche quando il sole è tornato a splendere, impediva di stare al sole rilassati … e forse da oggi torna utilizzabile visto che il vento è quasi finito!

Taxi boat

I taxi boat, come traghettatori delle anime, portano continuamente persone avanti e indietro fra le due parti di questo cordone ombelicale fra Telendos e Myrties e oggi hanno portato me indietro, in cambio delle solite due monete, per tornare a Pothia all’imbarco della nave per Rodi.

1

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OGGI

TAPPETO DI PIOMBO
SOTTO UNA COLTRE GRIGIA
IL MARE
OGGI

La sua forma è affascinante. Un panettone di roccia calcarea che galleggia nel mare …
… un po’ la montagna di “Incontri ravvicinati del terzo tipo”.
Un waterfront con un po’ di taverne una di seguito all’altra. Fra una e l’altra qualche negozio di souvenir e un supermarket. Un piccolo molo per i taxi boat che fanno la spola con Myrties su Kalymnos e basta…
È meta di numerosi free climber di varie nazionalità.

Chissà qual è il punto dove vanno ad arrampicare.
Chissà come è la sera, quando tutti tornano sulla “terraferma” di Kalymnos, e rimangono gli abitanti e qualche turista …
Scoprirò questo ed altro fra qualche giorno … Ho già contrattato una stanza per tre notti…

SERA

OGNI MINUTO
GUARDO IL MONDO
E MI MERAVIGLIO DI QUALCOSA

Kalymnos verso nord - a destra baia di Vathys

Da qui posso dire veramente di avere visto tutta l’isola!
Sono solo 676 metri, ma per un’isola vuol dire il dislivello totale dal livello del mare!


Il silenzio è interrotto solo da qualche lieve folata di vento e dalla mia maglietta che sventola come una bandiera. Dopo la sudata per salire l’ho stesa su un filo che sta qui, con tutte le mollette per fissare i panni.
Ascoltando più attentamente ci sono altri piccoli rumori; la campana e il verso della capra che pascola e anche qualche cornacchia che dice la sua …  forse vuole parlare al sole!.

A sinistra Pothia, a destra Hora

In lontananza, per fortuna, i rumori degli uomini dalla valle di Hora e Pothia, che da quassù è una unica striscia di case una di seguito all’altra.
Dal lato nord dell’isola si riconosce il fiordo di Vathys e la sua valle fertile.
L’isola di Kos, pur nella foschia, si vede praticamente tutta, con la sua strana forma sottile e bassa con due alte emergenze verso l’inizio e verso la fine.

La cappella

Ora mi scaldo un po’ al sole , prima di riscendere.
Ci vogliono circa due ore due ore e mezza per salire qui partendo da Hora, più circa un’oretta per arrivare a Pothia.

il vuoto intorno

Quando stai lì in cima non ti importa più del percorso, della fatica, dei punti difficili superati … Sei concentrato sul vuoto che ti circonda da tutti i lati e nella sospensione dal mondo che ti entra dentro. Vorresti rimanere molto, e invece devi tornare giù, perché la strada è lunga e la fatica non è finita …

Il puntino bianco in alto …

Tornando giù vedo che la cappella si vede anche da casa…
… e il signore dell’hotel Panorama mi dice che lui ci va una volta all’anno quando fanno la festa del santo e passano un giorno e una notte a bere e mangiare lì, in cima alle nuvole!

Tappe del percorso

Le rocce Signore degli Anelli

Grotte naturali e stalattiti

L’albero della magia

La muraglia cinese

Il cerchio di pietra disegna la montagna

La meta

Incontri